SOTTO L’OMBRA DEL PRUNO FIORITO – Giovedi 19/12/2013

SOTTO L’OMBRA DEL PRUNO FIORITO – Giovedi 19/12/2013

(rubrica bisettimanale, giovedi e domenica, di approfondimento degli Haiku degli antichi maestri)

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pianta i piedi nella piena,

lo spaventapasseri,

e resiste

 

(Masaoka Shiki)

 

Japanese version

 

omizu wo

fumite taetaru

kakashi kana

 

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4 pensieri su “SOTTO L’OMBRA DEL PRUNO FIORITO – Giovedi 19/12/2013

  1. Uno spaventapasseri: un umile e semplice spaventapasseri, abituato ad osservare l’alto volo dei corvi e di altri uccelli, questa volta deve guardarsi dalla piena che incombe ai suoi piedi.
    Per lui una novità, il guardare qualcosa di diverso, il guardare la terra e non il cielo: in un certo senso, Shiki ci vorrebbe dire che non dobbiamo volare sempre alto ma imparare a convivere con le piccole cose terrene, non allontanandoci da esse ma fondendoci, accogliendole, meditandole, resistendo.
    Perché solo come canna di bambù, e non dura già quercia, possiamo sopravvivere agli incerti, misteriosi, affascinanti venti della vita.
    Come sempre Shiki, il Maestro!

    (Massimo Baldi)

  2. Ecco il mio commento: lo spaventapasseri, simbolo della tradizione contadina, è un “uomo di paglia” sempre inteso nella maggior parte delle culture come il difensore delle messi e dei raccolti..ma anche come simbolo onirico della fragilità umana e talvolta anche della depressione, in balia delle intemperie della vita, che piovono in tutte le stagioni incessantemente sul suo capo. Nei versi del Maestro lo spaventapasseri lotta invece con le acque che aggrediscono dal basso la sua stabilità e quindi l’ammonimento a cui mi viene da pensare, oltre a quanto già esposto esaustivamente da Massimo, potrebbe essere quello di rimanere ben saldi sui valori delle proprie “radici”, aggrappandosi ad essi quando gli scombussolamenti della vita ci sconvolgono come un fiume in piena…
    (Una piccola nota per “L’angolo della curiosità”….A questo proposito vorrei ricordare, per chi ne sa anche solo un po’ di discipline orientali, il legame totale che l’uomo ha con la terra e lo scambio energetico che avviene quando i piedi, che fanno parte, tanto per fare un esempio, del 1* chakra dello yoga (che controlla non a caso lo sviluppo dell’ energia vitale, la voglia di vivere, l’autoconservazione, la forza vitale, la tenacia, il ritmo, il legame con la terra e la natura, la capacità di resistenza, la capacità di imporsi), entrano in sintonia con essa: tramite questo vortice le emozioni dell’uomo e della terra entrano in simbiosi e sicuramente non potremmo “guarire” noi stessi senza guarire la terra e tutte le essenze della natura che vi appartengono….Parola di ambientalista convinta! 😉 Donatella

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