SOTTO L’OMBRA DEL PRUNO FIORITO – Giovedi 16/01/2014

SOTTO L’OMBRA DEL PRUNO FIORITO – Giovedi 16/01/2014
(rubrica settimanale del giovedi che si occupa di approfondire gli Haiku degli antichi maestri)

Come nella precedente settimana, in cui c’è stata una grande ed ottima Vostra partecipazione da un punto di vista tecnico/emotivo/percettivo, lasciamo a Voi carissimi Amici il compito di avvicinarvi a questi due haiku di Matsuo Basho, per percepirne i profumi e dare una spiegazione di quello che la Vostra anima riesce a sentire intimamente: potrete inserire le vostre sensazioni ed emozioni tra i commenti di questo Post.
Anticipatamente la Redazione de “Il susino magico e la luna d’argento” ringrazia Tutti per lo spirito costruttivo con cui vi avvicinate al senso profondo della Poesia e per tutte le critiche costruttive che non potranno che farci crescere sulla Strada della Conoscenza.

il mare si fa nero:
le voci delle anatre,
oscuramente bianche
(Matsuo Basho)

***

sono arrivato fino a qui
senza morire –
e finisce l’autunno
(Matsuo Basho)

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Un pensiero su “SOTTO L’OMBRA DEL PRUNO FIORITO – Giovedi 16/01/2014

  1. I Nostri commenti

    Vorrei tanto essere in grado di commentare la straordinaria semplicità e il grande contenuto lirico di questi due Haiku. La mia sensibilità protende verso il secondo.
    Il sommo Matsuo Basho mi intimorisce pur affascinandomi
    (Piero Cirio)

    1^ haiku
    E’ in atto una tempesta,
    vento e mare lottano…
    il mare ringhia, c’è frastuono nell’aria
    Il nero, il buio campeggiano nello sguardo e nello spirito che assorbono l’essenza della tenebra…
    Tutto diventa voragine e abisso…
    Ecco apparire un candore nitido all’orizzonte,
    la ripresa vociante di ciondolante vita
    delle anatre…
    Uno stacco dal buio, quasi un bagliore
    che tuttavia rimane fortemente influenzato
    dall’atmosfera malinconica
    che conduce a ricordi o pensieri cupi…
    Difficilmente riusciamo ad allontanarci da quel senso
    di mistero immenso che scaturisce con tutta la su forza
    dalla potenza inquietante del mare
    (Mina Pensi)

    Leggendo questi versi mi sento piccolina… difficile commentarli, sono straordinari nella loro apparente semplicità che racchiudono una grande conoscenza della natura in rapporto ai mutamenti dell’animo umano !
    (Angela Giordano Pisani)

    Tentativo di commento al secondo Haiku.
    Ho superato tante difficoltà senza lasciarmi schiacciare. Sono ancora pieno di vitalità; ma, purtroppo, anche l’autunno è finito ed entro nella quarta stagione, l’ultima.
    Riuscirò ancora a combattere o sono destinato a soccombere? È naturale che la seconda prevarrà. È il ciclo naturale della vita; anche io ne faccio parte. È una stagione di bilanci, i ricordi invadono a frotte la mia mente. Importante è la pace interiore che mi aiuta a non essere troppo severo con me stesso. Spero che la neve non cancelli il ricordo di tutte le stagioni che ho trascorso e in cui ho combattuto con tutte le mie forze.
    Penso con dolcezza alla prossima fioritura primaverile. Che i petali dei ciliegi e dei susini siano tanti da cambiare l’azzurro del cielo.
    (Piero Cirio)

    Nel primo haiku il mare rappresenta l’inconscio e si fa nero quando non riusciamo ad addentrarci nei suoi meandri insondabili, diventando così insicuri e dubbiosi nel nostro cammino di crescita.
    L’anatra, uccello migratore, rappresenta il viaggio iniziatico e simboleggia, proprio per la migrazione che compie ogni anno, la difficile ricerca spirituale e, per l’oriente soprattutto, il ciclo delle rinascite. La sua voce “oscuramente bianca” e il contrapposto nero del mare mi fanno pensare all’alternanza delle energie degli opposti che permeano tutto ciò che è in natura, yin (nero) e yang (bianco), ovvero buio e luce, femminile e maschile, freddo e caldo [ ]…dove ognuno di essi non è completamente isolato, ma contaminato dall’altro come nel passaggio dal buio alla luce e viceversa. Ecco così che si compie il viaggio di luce nei meandri dell’inconscio (..yugen, il mistero)…E’ solo quando si tocca davvero il fondo che non si può far altro che risalire.

    – Il secondo haiku, in qualche modo complementare al primo, sottolinea la difficoltà del percorso, la strada irta di prove, le pene patite, tanto che arrivati finalmente alla meta ci si stupisce di essere sopravvissuti…E finisce così l’autunno… ormai l’uccello migratore è volato al sud ed il viaggio è finito: tanto mono no aware , la comprensione della mutevolezza, del tempo che scorre e della caducità senza sofferenza.
    (ManIn Frack – Donatella)

    Magnifiche chiavi di lettura, magnifiche perchè il vostro spirito è entrato senza remore e senza paura nel microcosmo di Basho in cui si fondono perfettamente Natura e Spirito. Proprio così, yin ed yan , la legge degli opposti presente nel viaggio di ciascuno di noi. La tempesta interiore ottimamente simboleggiata dal mare in tempesta, il mare nero, il mare della notte, non importa se sia giorno o notte, ma è un mare nero, come l’anima che si perde dentro se stessa per ritrovarsi poi non nella luna o nelle stelle o nel sole bensì in anatre attraverso il loro canto. Quel canto rompe il silenzio, scuote finanche le onde che si erano placidamente addormetate nelle braccia del loro mare. E nel terzo ku, “oscuramente bianche”, c’è appunto il senso di una redenzione dell’anima non completa ma in arrivo, richiesta ed urlata a gran voce. Quanto sabi nel terzo ku, quanto yugen nei primi due e quanto wabi, quanta solitudine e depressione in quel primo ku laddove “il mare si fa nero”. Nel secondo haiku mi sento dire che ci sia un fortissimo senso di aware, di rimpianto, di pianto dell’anima di Basho, nel senso di essere arrivato alla Conoscenza senza morire ma alla sua terza stagione, quella delle riflessioni, quella in cui è tardi per guardarsi indietro, quella in cui comincia il freddo ed il gelo per i ricordi e le memorie oramai stanche. E in quel terzo potentissimo e urlante ku “e finisce l’autunno” il grido disperato all’uomo comune, all’uomo che sceglie la sterile apparenza e la materia, di entrare dentro se stessi e dentro il vero senso della vita prima che sia, irrimediabilmente, troppo tardi; perchè l’inverno è lì e già bussa alla tua porta.
    (Massimo Baldi)

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