GLI STATI D’ANIMO NELL’HAIKU

GLI STATI D’ANIMO NELL’HAIKU
a cura di Maria Carmela (co-Amministratore del Gruppo)

Come preventivato, eccoci qua a parlare di una componente importantissima dell’Haiku. Qui ne diamo una breve spiegazione, mentre per comprenderne appieno l’essenza e l’intima connessione con la spiritualità del componimento, vi invito a seguire con interesse la Rubrica ‘Sotto l’Ombra del Pruno Fiorito’ del Martedi e del Giovedì, in cui Massimo Baldi concretamente, haiku alla mano, ne svelerà presenza ed essenza.

SPIRITUALITA
Lo HAIKU è un Kata cioè una via, con propri percorsi e specifiche caratteristiche. Dentro il Kata dell’Haiku c’è il naturalismo lirico dell’animo giapponese, ma anche il Furyu ovvero “il gusto proprio dello zen nella sua percezione dei momenti senza calcolo della vita”, nel quale sono ravvisabili, come elementi strutturali. Per la sua provenienza dalla filosofia zen, per il suo legame con i luoghi dove nasce il sole e con le stagioni, per le sue regole, per il suo essere piccolo, per la sua essenzialità, per i suoi stessi contenuti, lo Haiku spalanca la mente alla “spiritualità”.

I QUATTRO STATI D’ANIMO NELL’HAIKU

Nell’Haiku il poeta fissa uno stato d’animo attraverso le immagini della natura che lo circonda.

Quando negli haiku emergono il Sabi, il Wabi, l’Aware, lo Yugen, si comprende quanto è grande l’universo e quanto siano piccoli gli uomini. Un’ atmosfera di compassione, di immota nostalgia, di malinconia indefinibile lci avvolge, mentre magari sui vetri, scivola la pioggia, splende il sole, o cade la neve.

Stato d’animo SABI
Riconoscimento del grande silenzio, della solitudine, del distacco,della calma immutabile, è la contemplazione senza tristezza, un non attaccamento, una non sovrapposizione del proprio ego agli eventi. I giapponesi definiscono lo haiku “la letteratura delle riunioni e dello spirito solitario”.

Stato d’animo WABI
Riconoscimento dell’inatteso che risveglia l’attenzione, il rivelarsi del profondo senso dell’essere, dei gesti più modesti, di ogni piccolo evento. Il mondo è colmo di cose nuove ed ogni momento è una sorpresa e una meraviglia. Ritrovando lo stato d’animo WABI codificato nell’Haiku, le esperienze si universalizzano. Questo “riconoscimento” arricchisce di consapevolezza e di compassione.

Stato d’animo AWARE
Riconoscimento della caducità delle cose, il momento del rimpianto e della nostalgia, il senso della transitorietà del tempo e del dileguarsi del mondo, però non è sofferenza cieca, e non va confusa con un senso irreparabile di perdita.La consapevolezza che il tempo trascorre inesorabilmente, che si vive e si muore, che siamo effimeri rispetto all’universo, fa meglio comprendere il valore della comunione, della solidarietà, del percorrere insieme agli altri il nostro cammino verso la fine. La pratica dell’Haiku affina l’atteggiamento mentale della comprensione di tutte le vite e allenta l’angoscia, perché la conoscenza del mondo diventa più profonda e veritiera.

Stato d’animo YUGEN
Riconoscimento del mistero, della bellezza indecifrabile che avvolge anche le più piccole cose, è l’energia del mondo che palpita ovunque, è la meraviglia, lo splendore e il fascino inspiegabile delle cose, è la sensazione dell’universale, della magia, della complessità della vita. L’haijin ha la percezione di questo mistero, lo haiku lo aiuta a restare in questa percezione, a non perdere la sua capacità di meravigliarsi e di riconoscere la bellezza che lo circonda.

A completamento degli Stati d’animo principali, non possiamo non parlare dei 4 principi estetici che caratterizzano lo Haiku, che non sono secondari agli altri, ma complementari. Gli ultimi due, Sabishisa e Shiori, li troviamo meno frequentemente, rappresentano i sentimenti più oscuri, più tormentati, in contrapposizione al principio di serenità e pace gioiosa, meraviglia, malinconia senza tristezza, che solitamente lo Haiku trasmette. Ma anch’essi sono parte della natura e del vivere dell’uomo.

TUTTE LE INFORMAZIONI SONO TRATTE DA VARI AUTORI DEL WEB, PRINCIPALMENTE DA: MASSIMO VOLPI, CASCINAMACONDO, ANTOLOGIA DI AA.VV. E MARIO DOMINA.

Karumi: LA LEGGEREZZA, L’INNOCENZA
è il sentimento della leggerezza e dell’innocenza, è il piccolo sorriso, la piccola ironia, il piccolo umorismo, la visione leggera, fanciullesca, libera dal peso della cultura e della tecnica.
Nell’estetica del grande poeta giapponese Matsuo Basho, famoso per aver dato origine alla tradizione dell’hokku (oggi noto comehaiku), è centrale l’idea di karumi, leggerezza. Quella modalità espressiva, cioè, che coglie i momenti poetici nel tessuto della quotidianità, attraverso parole ed immagini sobrie ed essenziali, prive di enfasi o di retorica, leggére appunto. Leggerezza, però, non vuol dire superficialità, ma capacità di cogliere la bellezza e l’eterno nelle cose più semplici, più ovvie, più banali. Il poeta riesce così a distrarre la nostra attenzione dalla vera banalità – il considerarci l’ombelico dell’universo – e a farci attrarre dall’essenziale: il mostrarsi delle cose nella loro sorgiva immediatezza, spoglie di tutte le sovrastrutture di significati che noi vi abbiamo introdotto o affollato intorno.

Hosomi: LA DELICATEZZA
è il sentimento della delicatezza, della visione fine, sottile, delicata, acuta, affettuosa, sentimentale. Ciò che proviene da un cigno sul lago, dal profumo dei campi, dal canto del grillo o della cicala, dal volo di una libellula, dal cinguettìo degli uccelli.

Sabishisa: LA TRISTEZZA
è lo stato d’animo della tristezza, della forte nostalgia, della malinconia e della depressione, del vuoto.

Shiori: L’OMBRA
è il sentimento delle cose ombrose, della morte, del freddo, dell’immobilità, dell’umido che trasuda umori.