SOTTO L’OMBRA DEL PRUNO FIORITO – Giovedi 22/05/2014

SOTTO L’OMBRA DEL PRUNO FIORITO – Giovedi 22/05/2014
(rubrica settimanale del giovedi che si occupa di approfondire gli Haiku degli antichi maestri)

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Oggi vi propongo due haiku di Uejima Onitsura: mise al centro della sua poetica il makoto, un concetto dell’estetica giapponese che corrisponde a “sincerità” e “verità”, in poche parole l’atteggiamento del poeta deve essere quello di un bambino, che si avvicina alle cose con occhi puri cogliendone l’essenza

nel giardino davanti
candidamente si apre
la camelia
(Uejima Onitsura)

nella sera luccica
il ventre delle trote
nell’acqua bassa
(Uejima Onitsura)

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Haiku settimanali premiati – 1° dicembre 2013

Haiku settimanali premiati – 1° dicembre 2013

Ecco un breve commento su questi quattro ottimi componimenti haiku che i tre Amministratori hanno voluto premiare; vi assicuriamo che la scelta è stata difficile per l’elevato valore intrinseco di ciascuno scritto.

L’haiku di Severa è pregno d’infinita bellezza e può essere definito un “haiku contemplativo e meditativo”: il quel sole che muore le ore del passato, il ricordo, la memoria, un vago senso di aware; il terzo ku si unisce al secondo in un abbraccio ideale, in un senso di universalità e di amore. L’immagine della natura diventa quindi diretta trasposizione dell’animo umano che non si arrende mai, neppure davanti al lento scivolare di quell’ultima foglia.

L’haiku di Marco, altrettanto bellissimo, ci riporta nel ciclo infinito delle stagioni e in questo cerchio cosmico nel quale il grillo, l’estate per definizione assieme alla cicala e alle brezze leggere, canta sebbene siamo nella stagione autunnale. Un grillo canta perché è semplicemente un grillo e il canto è un moto di gioia dell’animo che nessuna neve, nessuna tempesta, nessun inverno potrà mai spezzare.  Un meraviglioso senso di sabi nel primo ku, “sere d’autunno”.

L’haiku di Paola è l’haiku dei contrasti, l’haiku del palpito improvviso, di quello che giunge inaspettato e ci sconvolge l’animo, il bianco che riluce d’improvviso nella notte fonda e nera: un profondissimo senso di yugen in un haiku ottimamente costruito.

E per concludere l’haiku molto bello di Donatella che suscita sottili e piacevoli emozioni in quel mare possente, sotto la sferza del vento che si mescola al mare fino a diventare un sol corpo assieme alla notte: il  lettore attento sembrerà quasi percepire le ali di questi tre elementi, ali per sognare e guardare il sorgere di una nuova alba di vita.

Dunque, complimenti sinceri a questi quattro haijin per la varietà delle loro composizioni e per aver colto i diversi stati d’animo dello spirito giapponese dei Grandi Maestri.